Silvestro Di Pietro, una passione informatica.

8 anni come CTO di TNTvillage

Quando un server da 2.600 euro reggeva 18.000+ connessioni TCP simultanee sotto pressione continua.

Dal 2005 al 2012 ho guidato l’infrastruttura tecnica di TNTvillage – Scambio Etico, uno dei progetti più longevi e resistenti della scena P2P italiana. Non era solo un forum/tracker: era un archivio collettivo di cultura fuori catalogo, distribuito via BitTorrent con le regole rigide dello scambio etico e una community adulta.

Tecnicamente, è stata una scuola durissima: picchi estremi di carico, migliaia di connessioni TCP simultanee da seeder, leecher e crawler, su macchine che oggi fanno ridere per potenza. Tutto gestito con kernel tuning brutale (freeBSD), iptables mirate e zero CDN.

Abbiamo iniziato e resistito a lungo con server in Svezia (Sun V20z) presso PRQ (il mitico provider di Pirate Bay, che non collaborava con nessuno). Quando la pressione legale si è fatta insostenibile, migrazione in Repubblica Ceca. Ogni spostamento significava: nuovi IP, nuovi domini, redirect invisibili, DNS dinamici cercando di evitare impatti sulla community che aveva più di un milione e duecentomila iscritti.

Scrissi il sistema di cache e di redistribuzione del carico su tre servers cosa che consentiva di alleggerire l'enorme carico di lavoro sul db. Implementai sphinx come indexer e sfruttai processi di calcolo paralleli per fornire ai releasers statistiche aggiornate sulle loro releases per motivarli: la distribuzione dei dati la si misurava in PETA già nel 2010.

Botte, botte tutti i giorni tra azioni legali e DDoS, cause da SIAE/FAPAV/major. Ho gestito disaster recovery live: mirror offshore, nel 2006 in Svezia ci sequestrarono i servers mentre eravamo a convegno a S.Marino: ho rediretto i dns sul server di emergenza usando un telefonino Treo 600 con gprs terminale ssh: quel server era aggiornato con rsync di database e torrents. Il sito tornò online in mezzora e perdemmo 4 ore di dati.

Non solo servers: la community è scesa in piazza più volte (soprattutto tra 2008 e 2012) per difendere il principio etico della condivisione non-profit di opere introvabili. Quelle giornate hanno rafforzato il senso di missione, ma anche aumentato la visibilità… e i rischi.